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Tematiche > Politica Italiana

La Sapienza, sano anticonformismo

Viviamo davvero in un paese strano e molto diverso dal resto d'Europa. Io alla Sapienza ci lavoro, la vivo e la frequento ogni giorno. Ebbene non mi pare affatto che in questi giorni si respirasse un clima di intolleranza determinato dalle iniziative di qualche minoranza di studenti o di docenti. Mi pare invece che, per una volta, si sia usciti dall'ineffabile conformismo che spesso contraddistingue le università italiane e che qualcuno ha avuto il coraggio di esprimere a voce alta la sua opinione. Io la condivido, altri certamente no ma aveva il pieno diritto di essere espressa nei modi e nelle forme assolutamente civili e non violente con le quali è stata espressa.

Qualche striscione esposto, l'organizzazione di un corteo e di un'assemblea pubblica: cosa c'è di scandaloso in tutto questo? C'è, evidentemente, che il bersaglio delle critiche non è un politico, un imprenditore o un capo di stato straniero, ma il capo della chiesa cattolica.

Per qualcuno (e per la maggioranza di quella screditata classe politica che occupa posti, detiene privilegi e manifesta una palese incapacità a governare) il dogma dell'infallibilità del Papa si estende anche alle vicende terrene della nostra vita quotidiana, ai valori cui intendiamo ispirarla e perfino alle norme legislative che regolamentano la nostra società ed il nostro stato. Se così non fosse perché il Papa dovrebbe essere posto al di sopra ed al di fuori del diritto di critica e di contestazione? Siamo davvero certi che le opinioni, su questa vicenda, dei nostri politici esponenti di quella stucchevole palude centrista che ha annullato qualsiasi differenza tra la quasi totalità delle forze politiche, rappresentino quella della maggioranza degli italiani?

Forse siamo un popolo molto più laico di chi ci rappresenta in parlamento. Forse quei giovani e quei colleghi docenti non sono una esigua minoranza ma sono essi, e non i nostri parlamentari, gli interpreti piu autentici dell'opinione pubblica. D'altra parte ad una classe politica che in questi giorni è presa a discutere della moratoria sull'aborto proposta da Ferrara, piuttosto che varare in fretta, ad esempio, norme piu stringenti a tutela della vita (quella si concreta e reale!) dei lavoratori delle fabbriche, si può forse chiedere di difendere elementari principi di laicità e di democrazia?

Pierpaolo Coluccia

17 gennaio 2008 | 2056 letture | Invia ad un amico | Stampa



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