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Introduzione
"Sono alcuni di quei bambini che troviamo alle feste dei nostri
figli, nei bus o sul treno, nelle scuole o per la strada e che si
mostrano continuamente agitati, in continuo movimento, che non riescono
a stare mai fermi, che si dimenano continuamente e che i genitori
trovano grande difficoltà a tenere "buoni". Quando, poi, iniziano
a frequentare la scuola sono quei bambini che le insegnanti non
vorrebbero mai tenere: si alzano continuamente dal loro posto, danno
fastidio ai compagni, non riescono a svolgere i compiti assegnati
e finiscono spesso per cambiare banco, classe e talvolta ... scuola.
Il loro profitto scolastico proprio per la ridotta capacità di concentrazione
è spesso scarso o comunque sufficiente e difficile è il loro rapporto
con i coetanei, ma anche con gli adulti per la grande impulsività".
(Tratto dal sito dell'AIFA, Associazione Italiana Famiglie ADHD)
Questi bambini, secondo alcuni, sono affetti da una sindrome neuropsichiatrica,
l'ADHD (vedi Capitolo I), già diffusissima negli USA e "introdotta"
in Italia negli ultimi tempi. Per contrastare questo disturbo con
terapie anche farmacologiche i sostenitori dell'ADHD, con in prima
fila le associazioni che riuniscono i genitori di alcuni degli stessi
bambini affetti da ADHD, propongono terapie a base di pesanti psicofarmaci,
derivati da anfetamine, che dovrebbero rendere i bambini docili
e concentrati, migliorando il loro rapporto con gli altri e i loro
successi. Già 11 milioni di bambini, nei soli Stati Uniti, sono
sedati con questi farmaci prodotti da un manipolo di colossi farmaceutici
dal dubbio senso etico (Capitolo II). In Italia è invece da tempo
attivo un programma di monitoraggio dei bambini, attraverso le scuole,
nonché la creazione di centri specializzati nelle diagnosi di ADHD
(Capitolo V).
Apposite associazioni, nel frattempo, stanno allargando la loro
rete di pressione sul territorio, organizzando conferenze e incontri
per genitori, psicologi e insegnanti, con lo scopo di convincerli
della necessità dei trattamenti a base di psicofarmaci assolutamente
dannosi per una sindrome con sottili basi scientifiche e enormi
interessi in gioco. Il farmaco indicato per i trattamenti, Metilfenidato,
è stato legalizzato nel 2003: prima era considerato una droga. Al
contrario sono molti i personaggi autorevoli che criticano l'esistenza
stessa dell'ADHD, malattia che non avrebbe riscontri scientifici
oggettivi né diagnosi "mediche" (Capitolo III). Sollevano gravi
dubbi anche i metodi utilizzati per la "cura": sedativi derivati
dalle anfetamine con decine di controindicazioni (Capitolo IV),
e i legami fra coloro che hanno promosso il riconoscimento dell'ADHD
nonché la legalizzazione silenziosa del Ritalin, in Italia e nel
mondo, e le industrie farmaceutiche che questi farmaci li producono
(Capitolo VI).
Una diagnosi di ADHD, nel futuro prossimo, potrà coinvolgere le
nostre famiglie, i nostri amici, i nostri vicini di casa (se già
in questi primi mesi non è successo). L'Istituto Superiore di Sanità
stima che, ad oggi, il 5% dei bambini italiani potrebbe esserne
affetto. Proveremo ora ad affrontare alcune tematiche, generalmente
tutte poco note, in modo da dotare coloro che si troveranno ad avere
a che fare con l'ADHD degli strumenti e dell'impostazione giusta
per affrontare con coscienza e responsabilità Big Pharma e i suoi
psicofarmaci, evitando magari alle case farmaceutiche e ai "falsi
amici" di riempire i nostri figli di derivati delle anfetamine che
hanno, fra le controindicazioni, gravi complicazioni fra le quali
la MORTE (e altre forse ancora più gravi).
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