News > Esteri
La Cia smentisce se stessa: L'Iran ha interrotto il programma nucleare nell'autunno del 2003
Due anni dopo aver affermato che l'Iran era impegnato in una corsa contro il tempo per dotarsi di un'arma nucleare, l'intelligence Usa ha compiuto un netto dietrofront. Un rapporto che raccoglie le conclusioni della Cia e delle altre 15 agenzie d'intelligence americane, afferma che Teheran ha interrotto il programma nell'autunno 2003, sotto l'effetto della pressione internazionale. Il rapporto, inviato dai servizi segreti al Congresso, aggiunge che l'Iran continua ad arricchire uranio e teoricamente potrebbe sviluppare un'arma tra il 2010 e il 2015.
Ma nel complesso la Cia manda un segnale rassicurante, che provoca un grattacapo alla Casa Bianca, dove solo lo scorso ottobre il presidente George W.Bush ha sollevato lo spettro della 'Terza Guerra Mondiale' se il presidente iraniano Mahmud Ahmadinejad non viene fermato. Gli uomini del presidente sono entrati in azione pochi minuti dopo la diffusione del rapporto: "E' una conferma che eravamo nel giusto ad essere preoccupati", ha sostenuto il consigliere per la sicurezza nazionale, Stephen Hadley, aggiungendo che le conclusioni dimostrano la necessità di "continuare a mantenere la pressione internazionale" sull'Iran.
Da Doha, dove partecipa - primo presidente iraniano ad essere invitato - ad un vertice del Consiglio di cooperazione del Golfo (Ccg), Ahmadinejad ha fatto sapere che il dossier nucleare iraniano "é chiuso", aggiungendo che la questione del nucleare "é giunta al termine" e che l'Iran "non si sente assolutamente minacciato. "Ci siamo preparati per qualsiasi evenienza e circostanza", ha assicurato.
Il National Intelligence Estimate (Nie), il rapporto che offre la nuova valutazione sul programma nucleare iraniano, sembra ora destinato a influenzare lo scenario del dibattito internazionale e avrà con ogni probabilità un peso anche nella campagna elettorale per la Casa Bianca, nella quale l'Iran compare spesso tra i temi discussi. La sintesi del rapporto resa pubblica afferma tra l'altro che la comunità d'intelligence americana ritiene "con alto livello di fiducia, che nell' autunno 2003 Teheran ha interrotto il proprio programma di armamento nucleare". Nell'ottobre 2003 l'Iran si era impegnato con l'Unione europea a sospendere temporaneamente l'arricchimento dell'uranio.
L'Iran "come minimo sta mantenendo aperta l'opzione di sviluppare armi nucleari", aggiungono gli analisti americani, sottolineando però che lo stop al momento è reale ed è in buona parte dovuto alla pressione internazionale. "L'Iran probabilmente - aggiunge il Nie - sarebbe capace tecnicamente di produrre abbastanza uranio altamente arricchito per un'arma in un arco di tempo tra il 2010 e il 2015", ma attualmente sembra aver accantonato la possibilità, sulla base anche di "un'analisi costi-benefici". Nel 2005, in un precedente Nie, l'intelligence americana descriveva uno scenario assai diverso. Il vicedirettore nazionale dell'intelligence, Donald Kerr, ha spiegato che proprio perché i servizi segreti "si sono pronunciati pubblicamente più volte sulla base delle valutazioni del 2005", è stato deciso di rendere pubbliche le nuove conclusioni, nonostante i Nie siano tra i documenti più riservati del governo americano.
La Cia sembra impegnata a percorrere la strada della prudenza, cinque anni dopo che un altro National Intelligence Estimate pose le basi per la guerra in Iraq, concludendo che Saddam Hussein disponeva di armi biochimiche ed era forse impegnato in un programma nucleare. Accuse che si sono rivelate prive di fondamento e che ora costituiscono un precedente, che frena l'intelligence Usa dal presentare conclusioni sull'Iran che non siano accompagnate da prove solide.
04 dicembre 2007 | 06:30:00 | 1038 letture | Invia ad un amico | Stampa
Segnala la notizia su