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Rubriche > Pensieri a Matita

Moralità o perbenismo?

Morali, moralisti, moralistici, bacchettoni…

Se una persona è dichiaratamente omosessuale, tanto di cappello, e viva il Gay Pride; guai, però, a saltare il fosso — per quanto periodicamente o sporadicamente —, ad esempio, nel caso di Piero Marrazzo, da una matrimonio regolare, cioè con una donna, a un fidanzamento con un lui, sia pure un lui corredato di squisiti attributi femminili, un cosiddetto trans.

Si potrebbe sobriamente affermare che sui gusti non si sputa, per abbreviare il de gustibus non est disputandum dei nostri padri. Invece no. Marrazzo è un personaggio pubblico e a certi livelli non si parla di gusti personali bensì di “debolezze private”. La “debolezza” sessuale, qualunque essa sia, di un personaggio politico-pubblico diventa scandalo a ogni latitudine. Bill Clinton, mentre era presidente della massima potenza planetaria, venne fatto a pezzi dalla stampa mondiale, che andò a frugare fin dentro le sue mutande, per una breve storia con una stagista, tale Monica Lewinsky, con cui Clinton s’intratteneva nella Sala Ovale della Casa Bianca. Solo a Michael Douglas, sotto le spoglie di non si sa quale presidente degli Stati Uniti, è stato permesso d’intrattenersi amorosamente nella Sala Ovale con Annette Bening senza perniciose conseguenze. Ma quello era cinema. Specie da noi, il personaggio, qualora sia sposato, ha l’onere e il dovere di rimanere attaccato come l'edera alla propria donna, un po' come succede da sempre agli esponenti politici della sinistra italica, e Palmiro si rese ben conto quanto i compagni gli fecero pesare il passaggio dalla Rita alla Nilde. È concesso divorziare e risposarsi o mettere su una convivenza in pianta stabile.

A Marrazzo, fra l'altro indimenticato conduttore di “Mi manda Rai Tre”, non è bastato ammettere gli incontri con il viado, autosospendersi dalla carica di governatore, scoppiare in pianto, e non una sola volta, davanti ai giornalisti, agli amici, alla moglie, e infine sparire di circolazione, chiedere il silenzio. I custodi della moralità, dei moralismi, lo condannano senz'appello alla distruzione, invocando la memoria del padre, il “grande Joe”, come lo stesso Piero ricorda il genitore, il giornalista Giuseppe Marrazzo.

Se mai, c'è da chiedersi come mai una personalità politica spesso non riesca a salvaguardarsi da certe pulsioni dimostrabilmente pericolose, a meno di non avere una inattaccabile pelle di coccodrillo, tipo quella di papi Berlusconi, che se la fa o se la faceva allegramente con le minorenni.

Carlotta Martini

30 ottobre 2009 | 22777 letture | Invia ad un amico | Stampa

Autore/Autrice

Carlotta Martini
Giornalista, scrittrice, autrice dei "Pensieri a matita" "Mi ritengo una persona morale ma non una moralista, perbene ma non perbenista. E quel che non è mi è congeniale, lo lascio agli esperti. Per me cane sciolto vuol dire appostarsi dietro una cantonata, scrutare la gente affannarsi dietro un problema per tirarsene fuori, mentre il cane, libero da ogni remora, senza smettere di guardare, si distoglie dietro un'altra questione, magari alternativa, magari indifferente ai più..."

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