Fonte: www.canisciolti.info | data dell'articolo: 15 giugno 2007 | argomento: Politica

Condanna per diffamazione aggravata per Giulio Andreotti

I fatti fanno riferimento al 9 giugno del '97, quando Almerighi testimoniò, sotto giuramento, al Tribunale presieduto da Francesco Ingargiola di aver ricevuto a suo tempo una confidenza dal collega Piero Casadei Monti, capo di gabinetto dell'allora ministro della Giustizia Virginio Rognoni: "E' intervenuto Andreotti e ha detto che Carnevale non si tocca". Ad Andreotti, che ha sempre sostenuto di conoscere solo di vista Corrado Carnevale, si attribuiva insomma un pesante intervento per salvare l'ex presidente della prima sezione penale della Cassazione.

Una storia nata dall'indagine (cominciata nell'85) dell'allora giudice istruttore di Caltanissetta, Claudio Lo Curto, a carico di un pm di Trapani, per corruzione e detenzione di armi. Si trattava di Antonio Costa e il giudice lo fece anche arrestare. Ma lo stesso Costa chiese e ottenne dalla Cassazione di Carnevale che il procedimento fosse trasferito a Messina, scatenando la reazione di Lo Curto. Con tanto di esposto al Csm e al Guardasigilli contro Corrado Carnevale. Ma tutto finì in archivio, mentre Costa, che aveva accusato il suo giudice istruttore di "indebite pressioni", venne condannato per calunnia.

Secondo la testimonianza di Almerighi, però, il Csm avrebbe insabbiato il procedimento Carnevale, stando alle confidenze dell'autorevole collega del ministero, per le pressioni di Andreotti. Rognoni ha detto di non ricordare, in aula, e Casadei Monti è deceduto prima del dibattimento di Palermo. Andreotti in un'intervista pubblicata dall'Espresso disse, dopo quanto detto dal giudice: "Almerighi è pazzo, dica quello che vuole. Mi procura solo divertimento".


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