Due terzi, circa 850 lavoratori, perdono la vita per cadute dall'alto in edilizia;
ribaltamento del trattore in agricoltura o in un incidente stradale nel trasporto
merci per le eccessive ore alla guida. In media ogni morto perde 35 anni di
vita, per un totale di 45 mila anni di vita persi ogni anno. Sono alcuni dei
dati denunciati da Cgil, Cisl e Uil nel corso dell'assemblea nazionale su salute
e sicurezza, che si è tenuta al teatro Brancaccio di Roma e alla quale hanno
partecipato circa mille quadri provenienti da tutte le Regioni.
I dati, che si riferiscono alla media del triennio 2003-2005, evidenziano inoltre
che gli infortuni ufficiali sono 961.163 ogni anno. La riduzione e' tutta maschile,
mentre per le donne e' in crescita, con una media del 26%. Senza contare tutti
gli infortuni non denunciati all'Inail, e quindi non contabilizzati nelle statistiche,
che potrebbero essere, secondo una stima, almeno 200 mila.
Altri 300 morti ancora, secondo le stime dell'Ilo (l'Ufficio internazionale
del lavoro), sarebbero da ricondurre a malattie di origine professionale. In
Europa, stima l'Ilo, per ogni morto d'infortunio decedono altre quattro persone
a causa di malattie di origine lavorativa. L'Ilo stima inoltre 13 mila morti
l'anno in Italia a causa di esposizione a sostanze chimiche. Il costo per il
sistema Paese della mancata prevenzione, secondo l'Inail, vale il 3% del Pil
nazionale.
Il sottosegretario al Lavoro, Antonio Montagnino, ha annunciato che 'il disegno
di legge delega in materia di sicurezza sul lavoro è pronto'. 'La sua natura
non è meramente compilativa - ha spiegato Montagnino -, vuole sì riordinare
riordinare le numerose norma legislative che si sono stratificate nel tempo,
ma vuole soprattutto innovare'. Al testo definitivo, aggiunge, si è arrivati
attraverso 'una intensa attività di concertazione che ha visto per la prima
volta coinvolti due ministeri, quello del Lavoro e quello della Salute, oltre
a sindacati e imprese'.